La casa del 4

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Maurizio Albertini

2009

COPYRIGHT MAURIZIO ALBERTINI, TUTTI I DIRITTI RISERVATI

ATTO I

SCENA 1

VOCE FUORI CAMPO DEL QUINTO ELEMENTO:

“All’interno della cella sotterranea di una prigione quattro donne stanno dialogando. I colori dei loro vestiti (azzurro, ocra, rosso e nero) rappresentano i 4 elementi della tradizione antica: l’aria, la terra, il fuoco e l’acqua. I loro nomi sono questi: Celeste, che è la personificazione dell’Aria, Bruna, che è quella della Terra, Agnese, che è quella del Fuoco, Melania, la nera, che è quella dell’Acqua.

Loro 4 insieme formano la Totalità femminile e la casa della Sapienza, il lato femminile di Dio proiettato sul mondo, che simbolicamente è la regione quadrata.

Regione quadrata che è in opposizione alla cupola del cielo, che invece è sferica, rotonda, maschile.

Dovete anche sapere che Celeste è l’aspetto più spirituale e idealistico del femminile, Bruna quello più stabile, concreto e materiale, Agnese quello più focoso, collerico e sentimentale e Melania quello più caotico e incostante, emotivo e istintuale.”

LA SCENA SI APRE CON LE 4 DONNE CHE BALLANO:

ciascuna di loro prende da un angolo diverso della scena un fantoccio-scopa a forma di uomo e si mettono a ballare. Musica e ballo a scelta (es. un tango, Adios Muchachos, o altro).

Tutte. Ballano. (MUSICA). 2-3 minuti.

(Finito il breve ballo ripongono i fantocci)

SCENA 2

(Celeste si rivolge a Bruna.)

Celeste. Sai Bruna, io volevo imparare a suonare uno strumento.

Bruna. Quale?

Celeste. Volevo imparare a suonare la viola da gamba, ma lui non ha voluto, me lo ha impedito.

B. Per gelosia?

  1. Forse, non so. Ma sai cosa mi ha risposto quando gli ho chiesto il perché?

B. No Celeste, sentiamo.

C. Mi ha detto: preferisci una viola da gamba o una gamba viola? Poi mi ha picchiata, autoavverando la sua profezia! (mostra una gamba)

B. Tu volevi suonare e lui ti ha suonato! Che carino, e che bravo! Senza l’archetto, solo con le mani! … Il viola è comunque venuto fuori!

Celeste. Zitta! Siamo in prigione, non si può parlare del viola, dicono che porti male!

Bruna. A me sembra che abbia portato male solo a te finora.

C. La viola, non il viola!

B. La violenza c’entra col colore viola?

Celeste. Il viola dei lividi…

Agnese. Il viola del crepuscolo…

Melania. Il viola della passione…

Bruna. Il viola dell’eccitazione e del sangue …

Celeste. Amiamo uomini che ci temono…

Bruna. Generiamo uomini che ci temono…

Agnese. Temiamo gli uomini che generiamo…

Melania. Dov’è lo sbaglio, dov’è stato l’errore?

  1. Lo sa anche un bambino di prima elementare dov’è stato l’errore…

B… Chi fa del male, ottiene il male in risposta. Loro non accettano il desiderio che hanno per noi e ci aggrediscono, ci umiliano per questo. Ma a volte anche noi facciamo la stessa cosa con loro.

Agnese. Celeste, hai detto un bambino, e non una bambina!

B. Prima lui, poi lei!

C. E allora?

B. Nel linguaggio c’è una gerarchia…

A. Il maschile viene prima del femminile, il singolare prima del plurale…

  1. Prima viene Adamo, poi Eva, il suo lato oscuro. Prima viene l’Uno, da cui deriva poi il Molteplice.

B. Eva, che nasce da una costola di Adamo!

C. Bruna non capire male, non farti ingannare da false traduzioni e da falsi interpreti. Eva non nasce da una costola!

B. Cosa vuoi dire con questo?

A. Eva è al fianco di Adamo…

M. Eva è l’anima di Adamo, Eva è al suo fianco, Eva è il lato oscuro della sua personalità, la sua parte in ombra, i suoi sogni, la sua capacità di riflessione, il suo sentimento, la sua intuizione. Tutto ciò che è interiore è femminile…

C. Eva prende coscienza, mangia la mela, apre gli occhi, conosce il bene e il male.

Tutte. Eva mangia il frutto dell’albero della conoscenza.

B. Permette alla Storia di cominciare.

A. Fa uscire l’uomo dall’infanzia, lo fa uscire dal paradiso animale, non gli permette di restare un gorilla o uno scimpanzé.

  1. Peccato, avrei preferito restarci nell’infanzia, prima del Paleolitico!

  1. Melania, sapevo che eri scema, ma non fino a questo punto.

  1. Perché?

  1. Hai mai mangiato una patata cruda?

  1. Non ti seguo…

  1. Il fuoco! Eva ha scoperto il fuoco, il fuoco della coscienza, il fuoco dell’io, dell’uomo, della sofferenza, della cultura e della cottura…

B. Il fuoco! Quello che ci aspetta alla fine del processo!

  1. Il fuoco della Sapienza, il lato femminile dello spirito nascosto nel lato oscuro di Adamo, che si chiama EVA!

A. Peccato Celeste che quando hai detto queste cose non ti abbiano capito e ti abbiano arrestata!

B. Già, perché ti hanno arrestata Celeste? Raccontacelo un po’ siamo curiose di saperlo.

C. ‘Le donne non hanno l’anima ‘, dicono, oppure ce l’hanno, ma più piccola di quella dell’uomo. Di fronte a queste sciocchezze mi sono fatta prendere dalla rabbia e ho risposto!

  1. Cosa hai risposto, a chi hai risposto

C. Ho risposto ai Padri naturalmente, una donna che pensa, parla e riflette viene sempre messa di fronte ai Padri, alla legge…

B. Come Giovanna D’Arco…

A. Sento puzza di bruciato…

M. Non mi hai ancora detto cosa hai risposto.

C. Ho risposto che c’è il sole e anche la luna, che c’è il fuoco e anche l’acqua…

B. Non basta per venire arrestata, queste cose le sanno tutti.

  1. Sì, certo, ma quando ho detto che senza la luna la luce del sole si perderebbe nelle tenebre dell’universo e che senza uno schermo e una resistenza che la accolga la luce non esisterebbe, sarebbe invisibile, si sono arrabbiati. Gli ho anche detto che un gallo senza una gallina non serve a niente, come è vero il contrario. Anche questo li ha molto irritati.

A. Continua ti prego.

C. Sì. Gli ho detto che il sole e la luna hanno le stesse identiche dimensioni apparenti, come se fossero i due occhi del cielo. A quel punto ho chiesto a uno di loro se secondo lui in una persona era più importante l’occhio destro o quello sinistro. Quello prima non mi ha saputo rispondere, poi ha detto che era lo stesso. Poi gli ho chiesto se, dovendo scegliere, avrebbe preferito perdere l’occhio destro o quello sinistro. Mi ha risposto che era indifferente. Allora gli ho chiesto se era meglio perdere il sole o la luna, il maschio o la femmina, il fuoco o l’acqua…

B. A quel punto si sono sentiti incastrati da te, hanno cominciato a avere paura…

A. Gli stavi dimostrando che è insensato dire che il dorso della mano è più importante del palmo.

  1. Ci sono due facce in una medaglia, una non esiste senza l’altra… Il sole e la luna, il maschio e la femmina, sono due aspetti di un qualcosa di inconoscibile in sé, che è insieme tutti e due e nessuno dei due. Un insopportabile paradosso.

A. Il paradosso esige umiltà, bisogna accettarlo senza poterlo comprendere. E’ difficile, il paradosso. Meglio far finta di sapere qualcosa, meglio far finta che le mappe siano il territorio, e che la ragione trionfi sul paradosso!

  1. Meglio far tacere le rappresentanti delle realtà paradossali, degli umori e dei fluidi incontrollabili, delle emozioni e dei desideri: le donne, i bambini, le persone strane, i matti, gli animali. Far tacere, se necessario anche con la violenza:

A. LA LUNA, I LUNATICI, I CICLI LUNARI, LA NOTTE, I SOGNI, L’ACQUA, L’UMIDO, IL MARE…

M. Tutto ciò che è viscido, oscuro e femminile non piace alla luminosa ragione dei Padri…

C. Però, chissà perché, poi si trasformano sempre in ciò di cui hanno paura nelle donne e diventano: viscidi, violenti, umorali, oscuri.

B. La luna acchiappa il sole sotto la cintura! E non lo molla! La femmina vince se cerchi di nasconderla!

MUSICA, BALLO, 2 MINUTI (come all’inizio, un tango o altro a scelta, anche musica moderna ballabile)

A. Parliamo ancora di Eva, di cosa significa Eva per Adamo.

M. Il Paradiso Terrestre è una condizione di inconsapevolezza e inconscietà, di totale affidamento alla volontà della natura o di Dio.

Celeste. Eva ha spezzato questo equilibrio, ha costretto Adamo a prendere coscienza, a essere più autonomo.

B. IL CONFLITTO ENTRA NELLE NOSTRE VITE, DIVENTIAMO PERSONALMENTE RESPONSABILI DELLE NOSTRE SCELTE.

A. Questo passaggio ci riguarda tutti, prima o poi. Eva prima o poi offre la sua mela a tutti.

  1. Agnese, Bruna, Celeste, tutte preferiremmo restare nel Paradiso Terrestre, senza conflitto!

  1. Per questo Eva viene detestata da chi vuole restare inconsapevole e irresponsabile e amata da chi vuole procedere verso una maggiore conoscenza di sé. Mangiare la mela è prendere coscienza.

B. Ma se ci separiamo troppo dalla Natura, dalla madre, la distruggiamo e distruggiamo noi stessi! Basta guardarsi in giro: noi odiamo la madre, la stiamo annientando, sfruttando, violentando!

A. E’ vietato tornare indietro, è vietato regredire, è pericoloso. Non si può vivere sempre abbracciati alla madre!

Melania. No! Non è pericoloso. Dipende dal momento. E’ un altro di quei paradossi detestati dai Padri. Bisogna essere capaci di staccarsi dalla madre, di crescere e poi, ciclicamente, di tornarci per ritrovare le fonti della vita, che sono femminili.

Tutte. QUESTO E’ CIO’ CHE PIU’ GLI UOMINI TEMONO. PER QUESTO USANO VIOLENZA CONTRO DI NOI. NOI LI GENERIAMO E LI RIGENERIAMO. LORO CI TEMONO E CI DESIDERANO PER QUESTO. MA IL BUIO NON E’ LA MORTE, E’ LA VITA.

Celeste. Il sole si immerge nel mare ogni notte. Ogni notte muore e ogni giorno rinasce, rinnovato. Se splendesse sempre, un giorno eterno senza notte, tutto sulla terra seccherebbe e morirebbe.

Bruna. Se noi rimanessimo svegli tutti i giorni, senza dormire mai, soffriremmo le pene dell’inferno e alla fine moriremmo esausti.

Agnese e Melania. Tutto ciò che vive rientra nel grembo del femminile per rinnovarsi e rinascere. Un giorno eterno e una eterna insonnia portano alla morte. Il fuoco si unisce all’acqua ogni sera, la mente alle sue radici nel sogno, ogni notte. Questa è la legge universale, il ciclico trasformarsi del giorno nella notte e della veglia nel sonno, il ciclico ritornare dalla notte alla luce e dal sonno al risveglio, ogni mattina. Questa è la legge universale.

Escono tutte tranne Celeste che si sofferma un attimo prima di uscire

  1. La Sapienza ha costruito la sua casa, adornata con sette colonne. Ha ucciso animali, ha procurato il vino, ha già preparato la sua tavola. Ha mandato le sue serve a fare gli inviti dai punti più alti della città. Esse gridano: “Venite, gente inesperta!” 1

Anche Celeste ESCE DI SCENA

pausa, buio in scena per poco

Scena 3

VOCE FUORI CAMPO DEL QUINTO ELEMENTO:

“Il quinto elemento2 rappresenta la cifra dell’Unità Assoluta, la sintesi dei quattro elementi intorno a un centro che li trascende e che è anche in grado di unirli.

Unisce fra loro anche il cielo e la terra, il maschile e il femminile.

Il quinto elemento, che possiamo anche chiamare la quintessenza, è androgino, unisce gli opposti in conflitto, è creativo.

La quintessenza è tutti i colori riuniti, come la coda del pavone, l’arcobaleno, Arlecchino!

Il quinto elemento può essere visto come il Cristo al centro dei simboli dei Quattro Evangelisti (Aquila, Leone, Toro, Angelo) o come la figura androgina nella carta XXI dei Tarocchi, Il Mondo, circondata dagli stessi simboli. ”

Compare in scena il Quinto Elemento da solo.

( luce dall’alto sul quinto elemento)

Ha in mano una brocca piena d’acqua che versa in un catino. Riempie alcune volte la brocca con l’acqua del catino e la versa di nuovo lì. Vestito bianco lungo fino alle caviglie con cintura d’oro, sandali o piedi nudi 3

Musica: 2-3 minuti

(Per esempio: l’Inno alla Gioia della nona sinfonia di Beethoven o altro a scelta. Mentre la musica sta per concludersi entrano in scena, uno dopo l’altro, i quattro elementi che si inginocchiano ai piedi del quinto e chinano il capo, le braccia protese verso di lui.)

Celeste. Ti aspettavamo!

Bruna. Sei tornata finalmente!

Agnese. La luce è tornata!

Melania. Le tenebre sono finite!

Quintessenza. AVVICINATEVI.

B. E’ terribile quello che ci sta succedendo.

A. Sei venuta a trovarci, eravamo così sole.

  1. Tu ci aiuterai vero?

Q. Alzatevi in piedi.

Si alzano una dopo l’altra.

Q. Non posso fare nulla per voi.

Celeste. Ah!

A. Non ti credo, nessuna di noi ti crede.

Q. DOVETE LIBERARVI DA SOLE, IO NON POSSO AIUTARVI.

B. Ma noi credevamo che tu fossi venuta a liberarci!

  1. Perché sei qui? Cosa sei venuta a fare? A umiliarci? A vedere quattro povere donne in prigione e a prenderti gioco di loro? A girare un documentario sulle donne in cattività?

Q. No Melania, sai bene che non è così. Perché siete finite qui voi quattro?

  1. Dicono che io abbia parlato troppo. MA NON E’ VERO!

  1. Dicono che io abbia rifiutato un figlio da un uomo che non amavo. MA ERA GIUSTO FARE COSI’!

B. Dicono che io abbia reagito troppo alle botte che prendevo. MA ERA GIUSTO REAGIRE COSI’!

A. Dicono che io abbia amato troppo. Dicono che io avrei spinto gli uomini a stuprarmi perché li eccitavo troppo, che secondo loro era colpa mia. MA NON E’ VERO!

Q. Voi siete qui perché la vostra divisione è anche la vostra condanna. SONO QUI PER CHIEDERVI DI RESTARE SEMPRE UNITE. SOLO LA VOSTRA AMICIZIA PUO’ LIBERARVI DALLA VIOLENZA DI CHI VI STA OPPRIMENDO.

  1. Non ho parole.

Tutte (tranne C. e Q.). Le parole, le parole, le parole, le parole, le parole….

B. Nel Principio era la Parola…

A. Tutto inizia con il Discorso…

  1. Senza parole, sei senza forza, far tacere è costringere all’obbedienza…

C. Non abbiamo la parola, ci è negata. Qui non abbiamo voce, si è zittita…

Q. (URLA) SMETTETELA DI LAMENTARVI! NON NE POSSO PIU’ DEI VOSTRI PIAGNISTEI! BASTA! DOVETE CAMBIARE, NON POTETE CONTINUARE COSI’! …

(TUTTE ammutoliscono)

Q. (continua) … Chi usa la violenza comincia mettendo il bavaglio, ma voi dovete gridare, parlare, esprimervi, dare fiato alle trombe. L’alternativa, care mie, è il silenzio, oppure il Discorso dei Padri, ormai svuotato dell’anima, secco e sterile, che copre quel silenzio opprimente. Discorso fatto di parole vuote, urlate ovunque per nascondere il Nulla e confondere le menti ingenue.

A. Un Discorso senza femminile, senza anima, senza oscurità fertile e senza paradossi, senza emozioni e sentimenti, senza amore.

  1. Scientifico,

B. Logico,

  1. Calcolatore.

Tutte. MODERNO.

(Improvvisamente si sente un insopportabile ronzio, poi rumore cacofonico di traffico, macchine e strumenti industriali, urla selvagge in Borsa, mitragliatrici e rumori di guerra, esplosioni, martelli pneumatici, ecc. … poi il SILENZIO TOTALE), 30 secondi- 1 minuto

IN SCENA LE 4 COMINCIANO A AMMUCCHIARE FASCINE PER UNO O PIU’ ROGHI

Q. Un discorso senza poesia, senza teatro, senza canzoni, senza SENSO, senza Sapienza. Perché la Sapienza abita la CASA DEL 4, abita LA VOSTRA CASA, abita nella CASA MATRIARCALE, nella CITTA’ IMPERIALE al centro di voi stesse che il Discorso dei Padri vuole distruggere e che io sono venuta a difendere infondendovi il coraggio che deve nascere dalle vostre viscere profonde e non dalla testa.

  1. E’ troppo difficile, non ce la posso fare.

Q. Muori allora! Al rogo ti condanni da sola.

B. E’ un’assurdità, non puoi combattere contro la modernità.

Q. Ti condanni da sola.

A. Siamo troppo deboli, i Padri dominano il mondo da tremila anni.

Q. La Sapienza è fuori dal tempo.

  1. Hai ragione, questo è il momento in cui il cielo si deve riunire alla terra.

Q. Arriva un tempo, ed è questo, in cui la Luna risponde al Sole, in cui l’Acqua modera il Fuoco, perché il Fuoco Nucleare è la fine di ogni Discorso.

C. Abusando della logica, figlia delle orbite dei pianeti e delle stelle, violentando la genetica, tutto muore. Rifiutandosi di ascoltare la donna, la terra, gli animali, le piante, perché sono senza voce, ma hanno un diverso linguaggio, tutto muore. Il mondo dei Padri è stato sepolto a Hiroshima, il mondo delle Madri è rinato a Nagasaki: per avere detto questo mi vogliono bruciare!

B. Giovanna d’Arco è stata bruciata a causa delle sue voci, ma non era pazza, era un genio.

A. A tutte noi ormai tocca un compito: non possiamo fuggire dalla Sapienza. Lei abita nella nostra casa, non ha altro luogo in cui stare.

  1. Bisogna andare avanti, non c’è altra scelta. Dobbiamo ospitare la Sapienza nella casa del 4, di noi quattro. Ma come si fa?

B. Già, come si fa a ospitare la Sapienza nella casa del 4 e impedire che la violenza e l’odio del mondo la facciano nuovamente fuggire?

  1. Forse dovremmo chiederci come mai non siamo state in grado di albergarla prima che fuggisse. Quando è accaduto? Quanto tempo fa? In quali circostanze?

B. Quando abbiamo perduto la Sapienza? Chi ci ha costretto a rinunciare a lei? Quali terribili forze l’hanno allontanata dal nostro grembo? Quando abbiamo cominciato a avere paura di lei e l’abbiamo evitata? E perché gli uomini ne hanno paura?

Q. La risposta è semplice Bruna, la Sapienza costringe all’umiltà. La Sapienza ti mette in crisi, e non c’è nulla di più temuto che il venire messi in crisi o doversi rimettere in discussione. Come vedi è facile da capire, meno facile da accettare.

  1. Il nostro orgoglio intendi dire?

  1. Chi zittisce la Sapienza la fa fuggire, perché la Sapienza è femminile, esige riguardo e delicatezza, non tollera durezza e arroganza.

A. C’è qualcosa che non mi convince.

Q. Cosa non ti convince?

A. Non capisco l’uso esagerato della forza per far tacere la voce della Sapienza. Forse è un problema interno a chiunque, un conflitto fra bene e male che abita in ciascuno e che ciascuno è tenuto a risolvere.

C. Agnese, CHE INGENUA CHE SEI! Quasi nessuno ama perdere la propria forza, soprattutto gli uomini! E in cambio di cosa poi? DELLA SAPIENZA! Che non si mangia, anche se è SALATA.

B. NEL MONDO invece bisogna sempre imporsi, mostrare che si è qualcuno, avere carattere, ESAGERARE. Anche noi dobbiamo urlare per esistere, avere voce.

M. NELLA LOGICA DEL MONDO LA SAPIENZA NON E’ INTERESSANTE PERCHE’ NON E’ COMMESTIBILE. LA SAPIENZA NON E’ ECONOMICA! LA SAPIENZA NON SI MANGIA, ANCHE SE DA’ IL SAPORE ALLE COSE. Gli uomini moderni sono diventati sciocchi, senza sale, senza sapienza, e gli piace essere così!

Q. A volte per liberare la voce della Sapienza si deve urlare. Più spesso si deve ascoltare. Ancora più spesso si deve smettere di fantasticare progetti grandiosi e

imparare a far tacere il ronzio dei pensieri che ci parassitano…

(Nuovamente si sente un insopportabile ronzio, poi rumore cacofonico di traffico, macchine e strumenti industriali, urla selvagge in Borsa, mitragliatrici e rumori di guerra, esplosioni, martelli pneumatici, ecc. … poi il SILENZIO TOTALE), 30 secondi

Q… devi urlare sopra il ronzio della mente. Per farla tacere e ascoltare il soffio della brezza. Perchè la voce della Sapienza è nella brezza.

  1. Sembra facile…

B. Ma è molto difficile…

A. E noi non ci sentiamo all’altezza…

  1. Di ascoltare e sostenere la Sapienza.

Q. COSI’ FAN TUTTI! E COSI’ IL MONDO VA A ROTOLI, AUMENTA LA SUA ENTROPIA, IL SUO DISORDINE. LA VOSTRA DEBOLEZZA MI NAUSEA. VI CREDEVO MIGLIORI.

  1. A VOLTE ANCHE LA SAPIENZA SI FA DELLE ILLUSIONI. Non so se con questo sistema io potrò sfuggire al rogo oppure peggiorerò la mia già difficile situazione.

Se fossi stata così forte forse non sarei qua dentro. Non credi? A me sembra di avere già sostenuto abbastanza la causa della Sapienza, ma non mi è servito a niente!

B. Non ti devi scoraggiare Celeste, ma purtroppo lei ha ragione, non siamo proprio capaci di ospitarla fra noi. Non vedo molti sapienti in giro ultimamente e di quelli che si dicono sapienti non mi fido più. Troppe delusioni.

A. L’abbiamo delusa. E’ delusa da secoli. Si è spezzato qualcosa in noi, tanto tempo fa, o poco, chissà. Si è creata una frattura fra noi e il mondo e tutto va a pezzi, l’armonia è distrutta. Quanto potrà durare il collasso?

  1. E’ DELUSA DA MILLENNI! LA NOSTRA SPECIE L’HA DELUSA, SIAMO ANGELI CADUTI E NESSUNO SE NE RICORDA PIU’!

  1. E così siamo diventati esseri impauriti e ostili, incapaci di ospitalità, diffidenti, paranoici. Eva ha introdotto il conflitto che ha portato alla conoscenza del bene e del male, ora è arrivato il momento di risolverlo.

Q. SE NON MI ACCOGLIERETE NELLA VOSTRA CASA NON LO RISOLVERETE MAI! Se continuerete a farmi violenza non uscirete dal vicolo cieco in cui siete da secoli.

B. Sembra una minaccia, non un invito all’accoglienza.

A. Già, è una frase tagliente come una spada, mi fa paura.

  1. INVECE SIAMO NOI CHE LA STIAMO MINACCIANDO, LEI CI RISPONDE SOLO A TONO. SI E’ ACCORTA DELLA NOSTRA STERILITA’, DELLA NOSTRA GRETTEZZA, DELLA NOSTRA VERGINITA’ CHE RIFIUTA L’ALTRO. SIAMO NOI CHE LA STIAMO FACENDO ARRABBIARE CON LA NOSTRA OSTILITA’ E DIFFIDENZA.

  1. Faccio fatica a accettare l’idea che sto facendo violenza alla Sapienza.

B. Eppure sembrerebbe così, secondo lei siamo come delle madri rifiutanti. E’ difficile da digerire quello che lei ci sta mostrando di noi: un’immagine di grettezza e di avarizia, di chiusura e di cattiveria.

A. Ma noi siamo cattive!

C. Ma cosa dici Agnese? Io non mi sento affatto cattiva!

A. NOI SIAMO PRIGIONIERE. PRIGIONIERE DI NOI STESSE, DELLA NOSTRA STESSA CHIUSURA CHE NON APRE LA PORTA ALLA SAPIENZA, CHE LA LASCIA FUORI. 4

  1. La nostra cattiveria si mostra nell’incapacità di accogliere, nella mancanza di unità, nella solitudine, segno di diffidenza, nel vittimismo che ci rende deboli e consente ai nostri persecutori di incarcerarci e violentarci.

Q. Per me non è facile venire da voi. Se non capite e non diventate più vaste e comprensive me ne dovrò andare per forza. Comunque Celeste ha ragione a temere il mio arrivo, perché distrugge il suo passato e tutti noi amiamo conservare il nostro passato. Il passato lo conosciamo e anche se è doloroso ci fa meno paura dell’ignoto. Ma quando soffia il vento della Sapienza chiudersi è un grave errore.

A. Melania, tu che sembri aver capito, spiegaci cosa dobbiamo fare.

  1. Dobbiamo forse organizzare un pranzo e invitare la Sapienza a mangiare insieme a noi…

Q. Be’, sì, si può fare anche questo. E poi?

  1. Lasciami pensare. Si potrebbe invitare un sacco di gente e parlare tutte insieme di quello che tu ci hai detto, insegnarlo a tutti.

Q. Sei sicura che questo funzionerebbe? Non credi che sia un metodo piuttosto antiquato?

  1. Allora non so, non capisco cosa si deve fare. Dimmelo tu. Ditemelo voi tutte.

Q. Il problema è questo: dov’è la casa del quattro? E come si fa a aprirla e a permettere alla Sapienza di entrare? Se fosse nello stomaco e nella bocca, allora basterebbe mangiare per farla entrare. Se fosse nella testa basterebbe aprire le orecchie per farla entrare. Queste sono le cose che tu hai suggerito Melania: la riunione intorno al cibo o intorno a un’idea. Nel primo caso, se va bene, può esserci la gioia di vivere in famiglia o in un gruppo di amici, nel secondo il sentimento di procedere tutte insieme verso una meta ideale.

  1. Tutte cose che non hanno funzionato!

A. Anche se hanno ottenuto buoni risultati.

B. Ma ora non è più il tempo per questo.

Q. Infatti. Non vi chiedo di essere in tante, ma di essere unite. Ma non di essere solo unite all’esterno, bensì anche all’interno di voi stesse. La casa del 4 è all’interno di ciascuna di voi, è la fine della divisione interna, è il ritrovare voi stesse nel profondo del vostro essere, che è femminile, oscuro, ma che nasconde la luce della Sapienza. Nella casa del 4 si nasconde il Quinto elemento, che vi parla dall’interno.

  1. Se una persona non ritrova l’unità all’interno di sé è inutile che cerchi di trovarla all’esterno, perché non ci può riuscire.

A. Io non posso convincere gli altri a fare una cosa che io stessa non sono stata capace di fare. E’ inutile predicare umiltà se sono dura e orgogliosa.

B. e M. E allora cosa si deve fare?

Q. Semplice. Aprite la casa del 4!

Tutte (tranne Q.). MA COME?

Q. APRITE IL CUORE! IL CUORE E’ LA CASA DEL 4. IO ABITO NEL CUORE.

Tutte (tranne Q.). APRIAMO IL CUORE. APRIAMO IL CUORE ALLA SAPIENZA.

  1. IO, CHE SONO L’ARIA.

B. IO, CHE SONO LA TERRA.

A. IO, CHE SONO IL FUOCO.

  1. IO, CHE SONO L’ACQUA.

  1. e B. Riunite, apriamo la casa del 4.

A. e M. Tutte quante, apriamo il cuore.

Tutte (tranne Q.). IL CUORE!

SILENZIO ASSOLUTO

PAUSA BREVE

(MUSICA MOLTO BASSA IN SOTTOFONDO, quasi inudibile per non coprire le parole, es. Sergej Rachmaninov, preludio per pianoforte op. 3 n° 2, o altro a scelta)

Tutte (compresa Q.), in una specie di danza molto lenta.

Il mio passo retrocede5

quando il tuo avanza6,

l’arco delle alleanze7

ha penetrato il mio nido

e con tutto il suo colore,

ha passeggiato nelle mie vene.

Perfino la dura catena

con cui mi lega il destino

diventa come un puro diamante

che illumina la mia anima serena.

Ciò che può il sentimento

non ha potuto il sapere,

né il più chiaro procedere,

né il più vasto pensiero.

Tutti li cambia il cuore,

che come un mago indulgente

ci allontana dolcemente

da rancori e violenze:

solo l’amore con la sua scienza

ci fa diventare così innocenti.

Le luci si abbassano progressivamente

MUSICA 2 MINUTI (es. Pergolesi, Stabat Mater, aria ‘Inflammatus et accensus’, a alto volume)

BUIO IN SCENA

FINE

1Proverbi, 9, 1-4

2o quintessenza

3 Può anche rappresentare il segno zodiacale dell’Acquario oppure, analogamente, la carta XVII dei tarocchi, La Stella, che feconda la terra dall’alto con l’acqua della fertilità e dello spirito. Sono altri aspetti del simbolo.

4 CATTIVO DERIVA DA CAPTIVUS, PRIGIONIERO, da cui ‘cattività’.

5E’ quello del ronzio della mente, dell’ego separato dalla Sapienza.

6È quello della Sapienza.

7L’arcobaleno, la quintessenza-Sapienza, il ponte che unisce cielo e terra, maschile e femminile. E’ Iride come messaggera degli Dei.

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